Google+? Un terribile flop. E Mark Zuckerberg gongola.

I fan di Google+ non crederanno ai loro occhi leggendo ciò che sto per scrivere.

Google+ non lo usa nessuno. O, meglio, non lo usa quasi nessuno.

Da uno studio di Greg Miernicki risulta infatti che il social network della grande G, che doveva fare il mazzo a Facebook, avrebbe solamente fra i 4 e i 6 milioni di utenti attivi. Ed effettivamente è un po’ pochino se si considera che gli utenti che hanno un account su Google si aggirano intorno ai due miliardi.

La piattaforma di Google, appare oggi come una terra di nessuno, che sopravvive alla chiusura solo grazie all’interconnessione dei profili con tutti gli altri servizi di Google, in particolare Gmail e YouTube.

Analizzando i dati dello studio di Miernicki, si scopre che appena il 9% dei 2,2 miliardi di utenti registrati abbia mai utilizzato Google+ per pubblicare un contenuto pubblico. Le cifre sono implacabili: appena lo 0,2-0,3% dei profili Google+, cioè 4-6 milioni di utenti, avrebbe dato segnali di vita nei primi venti giorni del 2015, un insieme di produzione di contenuti tale da coinvolgere solamente 244mila utenti al giorno.

Si tratta di un’analisi chiaramente parziale e che si basa su un elenco di profili pubblici, ma di certo è significativa dell’insuccesso di una piattaforma che pare non essere riuscita a conquistare il cuore degli utenti, poco affascinati da cerchie e schede.

E, intanto, mister Zuckerberg gongola.


Aumentano gli investimenti pubblicitari su internet. Entro il 2024 ci sarà il sorpasso sulla televisione.

Il 25 e 26 novembre ho partecipato allo IAB Forum, una delle più importanti vetrine per quanto riguarda il mondo delle innovazioni tecnologiche.

Tra le tante cose interessanti che ho ascoltato, sicuramente la più positiva riguarda l’aumento degli investimenti pubblicitari sul web che a fine anno sfioreranno il tetto dei due miliardi di euro, che significa l’11,1% in più rispetto all’anno scorso quando il livello era di 1,8 miliardi.

Una bella notizia per chi come me si occupa di Web Marketing ma anche per le aziende che finalmente dimostrano di credere seriamente nelle nuove opportunità per fare business online.

Gli investimenti su internet, dopo aver superato quelli sulla carta, danno la caccia al più importante dei media, la televisione, che conserva ancora la leadership con il 50% del totale investito contro il 20% del digitale.

Le previsioni prevedono il sorpasso del web sulla tv intorno al 2024, con un aumento delle interazioni tra i due media che si farà sempre più spazio e che assottiglierà le differenze tra pubblicità online e offline.

Importanti studi hanno infatti rilevato una sempre più forte correlazione tra gli ascolti televisivi e i trend legati alla rete. Basta vedere ciò che sta accadendo con il fenomeno del second screen, cioè l’interazione sempre maggiore tra programmi televisivi e social network, con sempre più utenti che commentano su Twitter e Facebook ciò che accade nelle dirette televisive.

Anche se non è ancora ben chiaro se a trainare il fenomeno siano i programmi tv o gli utenti stessi.

Su Twitter arrivano i “tweet rilevanti” dei non follower. Una risposta a Facebook.

Da San Francisco arriva la notizia che Twitter ha in programma la riconfigurazione del flusso dei tweet in funzione della loro “pertinenza” e non più solamente in base alla cronologia.

Una mossa create ad hoc per rispondere a Facebook ma che di certo non troverà il gradimento degli utenti dell’uccellino azzurro, abituati alle informazioni selezionate e in tempo reale.

Il flusso dei tweet comprenderebbe, di fatto, anche quelli di persone che gli utenti non hanno mai deciso di seguire, con l’aggravante che non sarà più possibile nemmeno tornare al flusso cronologico di prima.

L’idea, al momento, è ancora in sperimentazione e non coinvolgerà la totalità degli utenti di Twitter.

Ma il solo annuncio è bastato per scatenare la rivolta degli utilizzatori del social media del momento, che hanno inondato la società di San Francisco di messaggi con la chiara richiesta di desistere dal mettere in pratica la balzana idea.

Tutto pronto per il lancio di Facebook Atlas, la nuova piattaforma pubblicitaria dedicata all’advertising social.

Lo sostiene il sito datamanager.it in un articolo di cui riporto la prima parte:

Il Wall Street Journal afferma che Facebook potrebbe a breve lanciare Facebook Atlas, una nuova piattaforma pubblicitaria dedicata all’advertising social

Da tempo si parla del possibile lancio di una nuova piattaforma pubblicitaria da parte di Facebook e secondo il Wall Street Journal quel momento si avvicina. Il nuovo servizio dovrebbe chiamarsi Facebook Atlas e permetterà agli inserzionisti di migliorare il target delle proprie campagne e la misurazione della loro efficacia. La piattaforma è basata su Atlas Solutions, startup specializzata nell’advertising sul web acquista da Microsoft nel 2013.

Il resto dell’articolo lo trovate qui.


I Social Network sui giornali: Facebook ammette il calo tra i teenager.

In un pezzo di Federico Rampini apparso su Repubblica di venerdì 1 novembre 2013, viene raccontato il calo di Facebook tra i teenager, compensato però da un aumento del fatturato del 60%.

Il pezzo integrale è disponibile qui.